-7: una settimana, mio dio. Zeus, Alan, Road Runner, Carol e tutte quelle cose a cui normalmente non pensi…

Popolino amoroso, vi siamo mancati vero? Una settimana fa compariva su queste coordinate spazio temporali l’ultimo meraviglioso post del Dinamico Duo, ed oggi, ad una settimana esatta, ecco cosa ti succede. Ti succede che ne manca una, di settimana, all’ora X. Ecco, allora, ragionevolmente, il primo contributo…

No, perchè davvero, popolino, manca una settimana. Una. 7 giorni. 7 come i sette samurai, 7 come i giorni della settimana, 7 come quei disgraziati che sabato scorso mi hanno fatto passare una addio al celibato che coso, Alan, levati dai, forza, su, smammare.

che a volte la vita fa schifo, ma altre, invece, tutto il contrario…

7, dicevamo, che secondo wikipedia possiede queste magiche proprietà:

  • È il quarto numero primo, dopo il 5 e prima dell’11 (utile quando devi pagare il ticket e sei in coda alla macchinetta con la simpatica vecchina che dice, dal fondo “allora, ci muoviamo che c’ho il catetere che perde?”)
  • È il settimo numero dopo il sei e prima dell’otto (oh, son cose da sapere)
  • È un numero primo di Mersenne, 7 = 23 – 1 (formula da usare quando vuoi distrarre un bambino rompipalle al parco che assedia il tuo povero cane…)
  • È un numero primo sicuro, ovvero (7-1)/2 è ancora un numero primo (e in tempi di crisi serve avere una certezza del genere).
  • Un poligono avente sette lati si chiama ettagono (ma và! mettilo nel curriculum vitae, poi vedi…)
  • È un numero primo cubano della forma \,(x^3 - y^3) / (x - y), x = y + 1\, (tale forma in verità prende le sinuose grazie di una bottiglia di rum…e la formula spiega come sbronzarsi in santa pace eliminando il fastidio dei platani sulla statale)
  • È un numero primo euclideo 7 = (2 × 3) + 1 (perchè si sa che euclide non è che facesse molto sesso e di tempo ne aveva, ma ne aveva…)
  • È un numero felice (prova a chiederlo a me, prova…)
  • È un numero fortunato (prova a chiederlo a quello che s’è giocato lo stipendio, scemo, e adesso si mangia le solette delle scarpe)
  • È il secondo numero di Carol (noto personaggio sia felice che fortunato, Carol sapeva contare fino a due, cioè nel senso che gli unici numeri a lui noti erano il novecentosessantatre e il sette…un matematico brillante…)

Ma questo per quanto riguarda la matematica. Vediamo ora cosa insegna fik-ifikipedia riguardo gli altri interessanti campi del sapere riferiti al mitico numero 7…

Per il settore religioni e affini, quarto scaffale corsia dodici del sapere umano, abbiamo:

  • Sette erano le fanciulle e i fanciulli che venivano offerti dalla città di Atene a Minosse (con tanto di ringraziamento a bocca piena del Minotauro e rutto libero durante la finale di coppa)
  • Sette sono le virtù: 3 teologali (fede, speranza, carità) e 4 cardinali (giustizia, temperanza, prudenza, fortezza). Che in tempi come questi, ad un passo dal matrimonio, devi averle tutte, ma proprio tutte…
  • Sette sono i peccati capitali: gola, accidia, superbia, avarizia, invidia, ira e lussuria così come sette sono i nani (il gioco ora è associare i peccati ai nani…chi è l’onanista del gruppo?)
  • Sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah (e tutti in coro: me cojoni!)
  • Sette sono gli Dei della felicità del buddhismo e dello shintoismo:
    • Ebisu, dio della pesca, fratello minore di Sanpei.
    • Daikoku, dio della fortuna, cugino di Gianni, il dio dell’Ottimismo.
    • Benten, dea delle arti, apparentata alla lontana con Ben 10, un personaggio zozzonissimo…
    • Fukurokuju, dio della popolarità, che se ne va in giro in limousine e firma autografi sulle mutandine delle ragazze…
    • Bishamon, dio della guerra, un tipaccio con un caratteraccio, figlio di quest’uomo qui, quindi potete capire bene…
    • Jurojin, dio della longevità, chè uno con un nome così un pochino ti prende per i fondelli…
    • Hotei, dio della giovialità, strettamente ammanicato con Alan, quello di cui sopra…
  • Sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica (e anche queste son cose da conoscere, che quando devi pagare il conto al ristorante gli tiri fuori la cabala all’oste e quello, sperduto, ti lascia andare ringraziandoti oppure chiama l’energumeno in fondo alla sala e ti lascia a morire nel vicolo sul retro)
  • Sette sono state le piaghe d’Egitto (tra cui, citato in nota a margine, c’è anche la “famosa piaga del 6 luglio, che costò la vita interiore a 80 innocenti individui”).
  • Sette sono i Sacramenti del cristianesimo cattolico romano: Battesimo, Cresima (o Confermazione), Eucaristia, Penitenza, Unzione dei malati, Ordine Sacro, Matrimonio (errore: unzione dei malati e matrimonio solo lo stesso sacramento. E non c’è un cazzo da ridere!)
  • Sette sono i Sigilli la cui rottura annuncerà la fine del mondo, seguita dal suono di 7 trombe suonate da 7 Angeli, quindi dai 7 Portenti e infine dal versamento delle 7 Coppe dell’ira di Dio (Giovanni, Apocalisse). Insomma, un solo unico enorme bel casino. Quando capiterà vallo a spiegare all’amministratore di condominio che c’hai le ire di dio che ti fanno la malora in cantina e sporcano da tutte le parti…
  • Sette erano i veli della danza di Salomè (…)
  • Sette sono i chakra (punti caratteristici del corpo umano, disegnate un cerchiolino con un pennarello please):
    • Muladhara (tra osso sacro e coccige, verso dietro) – un punto che se cadi di culo lo senti e poi devi sederti con la ciambella per tipo ottocento eoni…
    • Svadisthana (tra II vertebra lombare e osso sacro, verso avanti) – in pratica in zona vescica…
    • Manipura (plesso solare) – il punto in cui se ti becca Ken ti si gonfia come quando hai mangiato l’ultima volta la fagiolata con le cipolle di tropea e ti è sembrato di morire…
    • Anatha (cuore) – quella cosa che quando batte forte vuol dire che stai male, ma tanto male…e succede in occasione di un infarto o di un innamoramento…no, per dire…
    • Vishudda (gola) – il punto che Chuck Norris ti sfonda solo guardandoti, perché lui è telecinetico paragnostico e quindi tu sei GIA’ morto. Punto. Sì, anche tu Ken.
    • Anja (terzo occhio, fronte) – che poi, cosa te ne fai di un occhio in più, visto che comunque le cose anche con due non è che appaion poi tanto belle…
    • Sahasrara (fontanella) – quella che se ti arriva la sponda di un camion lì in cima poi per il resto della vita le cose non saranno mai del tutto a posto (e lo dico per esperienza personale…chiedetelo a mio padre, il fatidico giorno dell’evento X, e vedrete come si divertirà a raccontare quella volta in cui ha quasi ammazzato il figlio!!!).

Ovviamente potremmo continuare con, tipo, vediamo, non so…i “magnifici sette” strumenti del Controllo Statistico di Processo? No, ve lo fate spiegare da Gianluca e Fabio il giorno del Gran Giorno. Chi sono? Questi qui sotto, ecco chi sono…ripresi durante il mio addio al celibato e mentre cercavano (riuscendoci) di farmi il culo a paintball (presto un post sull’argomento)

Quello con la maschera è Gianluca, detto anche “The Killer”, mentre l’altro è Fabio intento a sparacchiare nel culo a Rewik e a me ma mancando clamorosamente Andrea “Road Runner” o “The Maniac Runner”. Proprio di Andrea abbiamo qui un contributo ripreso in tempo reale nel campo di gioco…

the maniac runner from chiuca production on Vimeo.

Ora, non so come ci sia riuscito ma Andrea correva davvero come uno stambecco della Val di Susa…come? Non ci sono stambecchi in Val di Susa…ci sono, è che corrono veloci e non li vedete…A tal proposito la corsa alla bandiera l’aveva tentata anche Silvio, ma è stato gragnuolato di colpi in modo decisamente ridicolo…

Riprendendo le fatalità riguardanti il numero 7, e per chiudere questo post assolutamente disperato, parliamo di mitologia e alchimia…té

  • Sette sono le Pleiadi, mitologiche figlie di Atlante e Pleione, figlia di Oceano: Elettra, Maia(la), Taigeta, Alcione, Celeno, Asterope e Merope Generosa. Codeste figliole da brave donne greche hanno avuto tutte una vita fondamentalmente di m…: una s’è consumata dal dolore, l’altra era talmente bella che Zeus ha fatto un bel mucchio e ha trasformate lei e le sorelle in stelle, così, tanto per fare una delle sue vaccate. C’è da ragionarci quando uno guarda le stelle…
  • Sette sono le mucche di Apollo, vacche mangiate dai compagni di Ulisse sull’isola del sole (Sicilia). E da buon vegetariano dico: ben vi sta, zozzoni.
  • Sette sono i metalli simbolici del percorso di trasmutazione alchemica: piombo, ferro, stagno, rame, mercurio, argento, oro. Hai visto mai che in tempi come questi torni utile: vai in posta e invece di pagare con la carta straccia dai un pezzetto di ferro che hai divelto dalla sedia a dondolo della vicina e dici alla cassiera “sim salamin” e te ne vai, tu e la tua tunica da mago otelma. E vieni raggiunto dal buttafuori dell’oste di cui dicevamo sopra, ed il destino resta sempre il vicolo sul retro…

Popolino, ma sei arrivato a leggere fino a qui? Onestamente non ti capisco. Come fai? C’è gente che mi incontra per strada e dice “belli, i tuoi post” “grazie” rispondo e la cosa potrebbe finire qui ma quelli continuano: “soprattutto quello in cui parli di come curare le emorroidi”. Io sorrido e annuisco, è bello fare del bene. In fondo son tempi difficili, e l’amore è l’unica cosa che ci può salvare…insieme alla misericordia e a tanta, tanta pietà.

Popolino, guardati le spalle e attento a Zeus, non si sa mai che faccia il furbetto e ti tramuti in un grosso chakra…che poi dipende quale…metti caso che sia in vena di scherzi, hai voglia ad essere un Muladhara di questi tempi…

Il prossimo sarà post ad un passo dalla fine…immaginate l’umore e la cupezza, il senso di vuoto…come un aereo in caduta libera…dio come sono disperato…

-14: metti insieme la capra, il cavolo, il lupo, Alberto, la lotteria e il fattore k…

Riconosci quando un’avventura come questa arriva QUASI al termine principalmente da una cosa: l’allestimento dei aperte le virgolette fottuti chiuse le virgolette tavoli. I tavoli. Prova ad organizzarli tu se ci riesci, prova dai. Perché i tavoli sono l’incubo più assolutamente assoluto tra gli incubi che portano questo nome. Quando ti metti lì a sedere  attorno al tavolo pensi che “dai, sarà una passeggiata, ci divertiremo un mondo“. Capra ignorante! Insulto! Bestia! Ben presto ti accorgi di cosa significa. E significa tante cose brutte tutte insieme.

Freddy, cicci, ti vien da stringere le chiappine affumicate eh?

Prima di tutto è una questione di poteri ed energie. Si diventa piccoli ingegneri nucleari organizzando una cosa simile. La fisica ora per noi, infatti, non nasconde alcun mistero recondito. MacGyver ci ha persino chiamato congratulandosi con noi. Devi mettere soltanto una manciata di invitati al tavolo insieme, e che ci vorrà mai? Ci vuole coraggio, ci vuole. Perchè X, che qui chiamiamo Frapponi, è bello metterlo insieme a Y, che qui chiamiamo Petini. Però Frapponi non è che vada proprio proprio d’accordo con Z, al secolo Sgnapp. Il problema è che Sgnapp è amicone one one di Petini.  E questo si ripete anche con tutte le altre lettere dell’alfabeto, più o meno.

Ecco allora che inizia magicamente il gioco della capra, del cavolo e del lupo. Ecco allora che quel simpaticone di Pajitnov entra dalla porta e ti dice, in russo ovviamente “capito perché ho inventato il tetris? dovevo scappare, in qualche modo, compagno!”, e si scola un litro e mezzo di vodka cadendo poi addormentato sul tavoloGià. già, perchè in meno di due minuti netti il tuo entusiasmo si trasforma in un ribollente orrore interiore. Inizi a sudare sangue, i nervi si slacciano, le vertigini ti stringono l’addome, prendi a ululare invettive in aramaico superiore che gli assiri ti si fanno sotto e ti dicono “cicci, calmo eh? basta tirare in ballo le nostre madri”. Come diavolo puoi sistemare una roba del genere? Come fai a metterli tutti insieme? E’ una cosa inconcepibile, impossibile.

Ecco qui il vecchio Alberto che si prodiga nel vano tentativo di risolvere l’arcano in uno scatto d’epoca. Sappiamo dalle sue carte personali che R sta per costante di buonumore degli invitati, mentre O e 2 per ossigeno al cervello e due palle o, come riportano le note personali del fisico, effetto stracciamaroni. Da studi approfonditi sappiamo quindi che la formula si trovava ad uno stadio di elaborazione molto avanzata, ma Alberto lasciò perdere la soluzione dell’enigma considerando più semplice scoprire la teoria della relatività, di cui tutti gli siamo grati, ma della quale, però, in fondo non ce ne facciamo una cippa. Pare che Alberto avesse trovato un ostacolo insormontabile nei due elementi riportati nella foto:  I e K, che starebbero per varianti fenomeniche inaspettate: I il rapporto tra vino/alcol in generale/cibo mentre K starebbe per Fattore Gnocca.

Se non c’è riuscito Alberto, come possiamo farcela noi? Perché popolino, per farlo devi considerare: antipatie e simpatie, intrecci di relazioni, che questo al tavolo con quello si smona, che questo al tavolo con quello ti smonta l’Antica Corte a suon di cazzate, che ci sono sinergie e, ovviamente, il fattore gnocca, non di secondaria importanza.

Allora provi a pensare ai piani B: te ne vengono in mente un venticinquemila e tra tutti quello che ritieni il migliore è: li sorteggiamo. E ci provi anche, perché in fondo ti sembra una buona idea, tutto sommato. Ti dici che forse un caos maggiore non ci salta fuori. E invece eccome se ci salta, ci salta che ci salta. Improvvisamente il lupo si ritrova la capra con tanto di giarrettiera con contorno di cavolo. E si mangia pure Pajitnov tra atroci sofferenze de panza. No. Così non va. Bisogna trovare una soluzione.

Al più presto, perché, si sa, e come potete vedere, il conto alla rovescia ormai genera un numero abbastanza elevato di deliri, tremiti e ansie. Due settimane. Son dolori questi, che uno dovrebbe risparmiarsi. Ci sono circa otto milioni di cose da fare, otto milioni di milioni di cose. Ovviamente vi ci mettete pure voi invitati, con questa pretesa di stare seduti e di avere un posto dove riposare. Volendovi un mondo di bene dobbiamo per forza darvela, quella sedia maledetta da mettervi sotto il sedere santo. E va bene, ok, dai, facciamo questo sforzo, prodighiamoci e sistemiamoli attorno ai tavoli. Quindi, nei prossimi giorni, il tasso di delirio sarà elevato all’ennesima potenza, per cui è possibile che o io o Chiara si scopra un’altra legge fondamentale dell’Universo. Perchè si sa, da cosa nasce cosa.

Oppure muoiono entrambe.

A presto popolino desideroso di sapere del proprio destino…

 Ma quindi, se metti insieme la capra il cavolo il lupo, Alberto la lotteria e il fattore K, cosa ci salta fuori? Un animale blu che corre con una gallinella sulle spalle, ecco cosa ci salta fuori…mentre un enorme cane di nome Mosé decide tramite sorteggio con quale oggetto contundente fracassargli le ossa…una per una…

-17: ehi, ma quante cose può fare un essere umano prima di…

…prima di morire? Prima di tirare le cuoia sante? Prima di impazzire? Prima di dar di matto del tutto? Prima di vedersi arrivare a casa la neuro? Prima di perdere pezzi? Prima di andare in pezzi? Ve lo dico io…prima di tutto questo e altro, quanto ci vuole? Semplice: il MA-TRI-MO-NIO. O meglio, tutto quel che ne concerne. Che uno dice “bé, oh, siamo alla fine, mancan due settimane, relax, o no?” See, credici…ma credici davvero. Sto sudando sangue, e no, non è un bello spettacolo. Solo oggi, nell’arco delle ultime tre ore, ho fatto più telefonate, mandato più mail e fatto più cose di quante non ne abbia fatte in tutta la mia radicalmente misera esistenza. Mi son persino spuntate due braccia aggiuntive e ci sono dei tizi col turbante che dalla finestra mi guardano e urlano: Kalì, kalì. Vabbé.

C’era un tempo la Cosa e c’era un tempo una sua famosa frase “è tempo di distruzione” ed io mi sento molto vicino a lui, nel senso che in un mondo di metafore infami lui è il matrimonio ed io sono l’oggetto del suo inesauribile bisogno di fare a pezzi qualunque cosa. Perchè, amici miei, popolino mio amato, sono un vero catorcio ambulante…anzi, a momenti non deambulo nemmeno più. Le forze vengono a mancare e hai voglia ad imbottirti di ricostituenti vitamine e cialtronerie simili. Il Matrimonio, temo, avrà la meglio.

Sì perchè ora esso è una presenza tangibile, un essere sinceramente mostruoso, che ha preso vita, una vita propria con leggi che se ne fregano di noi, di me e chiara, ma anche di voi timidi genuflessi invitati. Qua il Matrimonio è come una presenza ostile, che ti guarda con due occhi che farebbero paura a Dario Argento e pure a Rob Zombie. No, per dire.

Stamane me lo son trovato lì, seduto ai piedi del letto, che mi guardava, ghignandosela. ha alzato una mano e m’ha detto “tirati su, capra, che oggi ti faccio ragliare“. E lascia stare la profonda ignoranza zoologica del suddetto, perchè  ho capito che diceva sul serio: sto qua ti fa ragliare davvero una capra. Ogni tanto mi volto ed è lì, fisso, gobbo, furbetto.

sì, ci assomiglia…

Capite quanto sia difficile per me? E quanto lo sia per Chiara. Alzarsi la mattina e trovartelo in bagno, alla macchinetta del caffè, mentre scrivi questo post. Ti guarda e ti dice “raglia” e tu cerchi di resistere.

Ma tanto sai che a fine giornata una bella ragliata gliela farai…

Ci son forze che, lascia perdere, ti portano via…

Quindi, quante cose può fare un essere umano prima di sposarsi? Deve farne tante, ma tante, ma così tante che gli bastano per forza. Ecco perchè le coppie di sfaldano, perchè non si fanno in quattro per preparare il matrimonio, perchè pagano il wedding planner e ciao, col cazzo che mi stresso. Il nostro wedding planner era questo…

…che conoscendolo che vuoi farci, chissà che ci combinava…per cui i casini abbiamo deciso di crearceli da soli. E vi dirò, siamo dei Grandi!

A presto, popolo in fiore, popolo in festa, popolo in amore!!!

-18: sta arrivando il gran giorno baby

E’ incredibile. Quasi impossibile. Se un anno fa mi avessero detto “ehi, tra un anno ti sposi cocco” io avrei risposto con faccia da aceto balsamico e avrei risposto alzando questa locandina che porto sempre con me e il numero di telefono del mio avvocato…

Ed invece no. La sorpresa più grande è che invece, a parte tutto, oggi non puoi farne a meno. Di sposarti. Ovvio. C’è una sana dose di fatalismo in tutto questo, ma in fondo sposarsi è questo, è ammettere che la vita deve necessariamente cambiare.

Ma a parte tutte le sciocchezze, in queste mesetto abbondante di convivenza (con alti e bassi di una certa qualità) son proprio qui a dire che “Non cambierei una virgola della mia vita con lei!”. Questo è quanto. E perciò me la sposo. Me la sposo perchè la amo di un amore complesso, pieno di punti esclamativi e pochi interrogativi, ed è già molto. Provate a chiedermi se la conosco, forza…avanti…“La conosci?“…Che domanda a tracobetto. E come potrei conoscere una donna come lei? Posso, al massimo, interpretarla, avvicinarla, e a volte assediarla. Ma questo non è forse l’amore, o meglio una sua forma? Ehi, cosa ridete?

Vabbè. Continuiamo a raccontare fesserie, che riescono meglio e sembrate apprezzarle di più…

…del tipo…cosa ci fai con 18 giorni? Fai conto che li hai tutti a disposizione…cosa faresti? il giro del mondo? Oggi puoi, stai in aereo e nei vari non luoghi e hai il tempo anche di prenderti un caffè a Seul, se ti gira. Io lo farei. Puoi andare in Giappone a spendere tutti i tuoi soldi (pochi) in uno di quei posti dove vendono camionate di modellini bandai…Oppure perderti per qualche viaggio avventura, tipo all inclusive a dare da mangiare ai facoceri in tanzania mentre un mucchio di gnu carica allegramente nella tua baldanzosa direzione, o finire di scrivere il tuo benedetto romanzo-che-non-la-smette-di-stare-lì-a-batterti-in-testa. (che è un bel romanzo, bello bello, ma nessuno se lo caga). Oppure…Oppure…Cosa ci farei con 18 giorni? La riposta è dolorosa: tutto e praticamente niente, anzi, soprattutto niente. Perchè non li hai, 18 giorni. Sei incastrato qui, a fare milioni di cose per il matrimonio, a chiamare questo e quello, a dire a tizio che caio ha fatto sapere a sempronio che col piffero che ci sta ad andare da cesare a fargli la festa che poi bruto con quel nome che vuoi che combini? Ci sono le piccolezze ora, che piccolezze non sono. I nastri per le colonne. Omiodiobenedetto i nastri di raso. Aaaaah! Vai a letto la sera che lo stress ti ha dilapidato la salute come un poveraccio lo stipendio nelle macchinette. Non dormi più, svieni, collassi, cessi di esistere improvvisamente. E svegliarsi diventa ogni giorno più difficile. C’è tanta robina ina ina da fare, che ti fa diventare grossi gli oni oni. Ma è da fare. E allora via, a darsi una mossa…forza, avanti, a lavorare…alla maniera del vecchio muratore…

Ecco, questo qui. C’è da andare quindi…perchè prima avevi tutto il tempo di questo mondo, ed ora invece sei agli sgoccioli. E le gocce scendono sulla testa come a torturarti.  Tra 18 giorni c’è il Diluvio, l’Armageddon, i Maya che ti prendono a calci nelle…, insomma, inizia l’età dell’Acquario. Ma che vuoi farci, questo è il modo in cui va il mondo…suppegiù…

Non c’è mica un piano b? Cazzo, ce l’avevano anche i 45 giri della Vanoni…

C’è un cane di nome Santiago…

Perchè c’è e ci sarà sempre, lui, un tato peloso, grosso, bello come non se ne sono mai visti. Con te ho imparato ad amare i cani, a capire cosa significa condividere tempo e spazio, gioco e solitudine. Sei stato il primo cane della mia vita. Ci sei e ci sarai sempre, qua dentro, qui dove sgorga l’amore, la compassione, la gioia, la meraviglia.

Che quando ti ho visto la prima volta mi son detto: adesso mi mangia, e avevi una faccia che sembrava proprio volessi farlo. C’era un cancello a separarci e abbaiavi come un matto. Era giusto così. Eri un cagnone, il mio Cane spartano. Poi col tempo hai smesso di abbaiare, e quando arrivavo mi correvi incontro, e mi riconoscevi, sapevi chi ero. E c’è stato tutto il resto. E’ arrivato Arturo ma non per questo io ti ho voluto meno bene. Ora mi spiace di non averti dato tutte le coccole che dovevo e desideravo darti. Però c’è questo pezzo di cammino insieme, Grande Santiago mangia sassi matto, e grazie a te io ho iniziato ad amare quelli come te…grazie…

Un abbraccio, cagnaccio peloso. C’è un divano grandissimo e fresco che ti aspetta…tutto tuo…tutto tutto tuo…e nessuno sarà lì a romperti le scatole…

ciao tato

Luca

-24: c’era una volta il gioco del “se fosse”

Mi tremano le gambe. E ieri sera non riuscivo nemmeno a tenere in mano la penna grafica per disegnare la nuova fantastica tavola a fumetti. Che sarà? Sarà che sei stanco morto? sarà che tipo non ti reggi più in piedi e muori a letto in qualunque condizione? Sarà che svieni invece di addormentarti? Sarà che di questo matrimonio ormai non ne puoi davvero più anche se non ne vedi l’ora? Guardati, stamattina lo specchio ha chiesto pietà. E ieri ha cercato di fuggire dalla finestra del bagno ma gli si è incastrato lo spigolo e l’hai trovato così, mezzo fuori e mezzo dentro, che belava. Sei stanco, cocco, ammettilo. Però manca poco, ormai sei quasi all’arrivo.

Giusto stamattina, mentre guidavo in preda a convulsioni epigrafiche, m’è venuto in mente il gioco del “se fosse”. Te lo ricordi popolino? Quello con cui mettere in imbarazzo gli amici? “E Giorgino, se Giorgino fosse un animale che animale sarebbe? Un crotalo”. Bei tempi quelli in cui ci si sfotteva e non c’era altro a cui pensare…Quindi ho iniziato a pensare, a fingere di ragionare. Se fosse un giorno della settimana? Un lungo fottuto lunedì, sarebbe! mi son detto, affranto. Se fosse un colore? Color Carlo Conti, decisamente…Se fosse una canzone? Ah no, questa no…a questa non rispondo. E se fosse un libro? Cioè, se tutto questo bel periodo/ultimo mese/ultimo anno fosse un libro, che libro sarebbe? Ci ho pensato meno di un quarto di decimo di secondo. La risposta è sgorgata dalle interiora come quando mangi tanti fagioli e cipolla. Questo! Decisamente senz’ombra alcuna di dubbio questo!!!

Questo libro, per chi non lo sapesse, è uno di quelli che quand’ero bambino mi son letto senza sapere un niente di niente di King e di cosa trattasse. Giunto alla pagina finale ho iniziato ad avere incubi esistenziali che ancora non la vogliono piantare di tormentarmi. Son lì che mi fissano, le scarpe rotte e la faccia cotta dal sole, che mi puntano il dito e dicono “c’è un peto in via merulada sedici“. Eh? ma quelli continuano a fissarmi e a ripeterlo. Di che parla? Prendi un branco di ragazzi imbecilli che decidono, non si sa perché, di fare una marcia (non una corsa eh?) massacrantissima per tipo migliaia di  migliaia di chilometri. Fin qui niente di strano, i ragazzi imbecilli le cose del genere le fanno. Ma, e certo che c’è il ma, questi devono sempre marciare, notte e giorno, senza mai fermarsi (MAI quindi hai voglia a far le cose grosse) perchè sennò prendono le penalità e dopo 3 penalità sono eliminati dalla gara. Vabbè! Vabbé un cazzo!!! Perchè questi vengono eliminati fisicamente a fucilate!!! Bang bang bang!!! Ciao, ti saluto è stato bellissimo…E c’è ovviamente il personaggio principale che è tipo uno con i brufoli mega palla che alla fine vince. E grazie al…

Ora, perchè pensando a questo periodo alla domanda “se fosse un libro” m’è venuto in mente questo? Qualcuno mi sa fare una squallida lettura archetipica junghiana parafrasando paolo rossi? Ciccio, è ora che te la faccia addosso, altro che…mi dicono gli incubi con la faccia cotta dal sole e le scarpe rotte. “Fattela addosso, evviva evviva ecco il peto di via merulana sedici“. Che sia stato tutto un viaggio per arrivare fino a qui? Tutta la mia esistenza, gli incubi, i sogni, le decisioni prese e quelle non prese ti arrangi io là non ci vado…e tutto per arrivare qui, qui dove sono ora? Possibile. E ti dirò popolino, non male…

Invero però popolino ti dico che sì, mancano 24 giorni al Big Ones, all’Evento, al Cataclisma Esistenziale. Mica scherzi. E i preparativi come procedono? Mah. faccia dubbiosa. Sguardo assente. Polso claudicante. A dire il vero non so. Forse bene ma non ci metterei la mano sul fuoco. Che ci sono ancora cosucce da sistemare, ed altre che addio non andranno mai al loro posto. Però, che vuoi popolino, mica si può pretendere la perfezione vero? Vero?

No, infatti.

Sappiate che da qui in avanti i post si faranno sempre più rarefatti come l’aria su Marte, perchè quelli del Dinamico Duo ormai non hanno davvero più carburante. Lei è ormai in preda a deliri di onnipotenza e inneggia alla trasmutazione dell’essere umano in un organismo monocellulare con la faccia dei Matia Bazar, mentre lui trova sollievo solo nel morire affondato nei cuscini e tanti saluti a casa. No, il Dinamico Duo resiste, ma ragazzi qua 24 giorni son lunghi a passare.

Quindi, se fosse un giorno, sarebbe il 6 luglio. E nel frattempo…si marcia…

Ciao popolino, fai attenzione alle penalità, che c’è uno con il mitra, là dietro…la vita è questa, in fondo in fondo…uno con il mitra…un mitra che suona sempre la stessa nota…

– 28: la vendetta del pelo superfluo

Beh, che vi credevate?!
Il fatto che critichi Luca perché scrive di schifezze e robe che anzi sarebbe  meglio tacere non significa che farò meglio di lui 😛

Quale pelo?

In questo caso, quello delle gambe (vi risparmio gli altri), ovviamente della sposa.

Ho infatti avuto la spiacevolissima notizia/sorpresa di non poterli eliminare come meriterebbero perché è troppo presto: pare che non farebbero in tempo a ricrescere a sufficienza per poter essere perfettamente estirpati con La Ceretta del Matriagio.

Senti come se la ridono!!!
Dal coppino al calcagno (non ho i calcagni pelosi, è solo per dire), sono tutta uno sghignazzamento sfacciato, si scompigliano dalle risate, si scompigliano…
Ma è stato così anche per le altre?
Ma perché queste cose le donne non le dicono in giro?!
Almeno una si prepara!

Ti credo che le “spose” sono più belle di come ti sembravano: dopo che te le sei beccate per un mese in condizioni subumane, con una rasata e un dito di tacco sono un capolavoro!!!

Autostima a parte, la “questione ceretta” non sarebbe così grave se fuori non ci fossero 30 gradi… (sento il ringhio degli invitati: HA! Vi siete voluti sposare a luglio?!).

Ma voglio rasserenare le (pochissime) persone che frequento in questi tempi – in pratica, Luca: ho raggiunto un compromesso con la donzella che si è fatta carico (contenta lei) del mio franchino* e ho trovato una soluzione che mi permetterà almeno per le prossime due settimane di usare gonne-pinocchietti-ecc.

E poi, ride bene chi ride ultimo, nel vero senso della parola.

Consiglio di guardare il video linkato qui sopra, ma non ditelo ai vostri peli, sarebbe crudeltà gratuita…

Alla prossima, gente traumatizzata, continua l’allegro e imprevedibile viaggio nel mondo del Matriagio e dei suoi segreti.

Dimenticavo! Il DIGGEI C’E`!!!

.

* “franchino” non è noto a tutti, anche se un parassita molto diffuso… un bacio alle splendide donne con cui lo condivido!