-18: sta arrivando il gran giorno baby

E’ incredibile. Quasi impossibile. Se un anno fa mi avessero detto “ehi, tra un anno ti sposi cocco” io avrei risposto con faccia da aceto balsamico e avrei risposto alzando questa locandina che porto sempre con me e il numero di telefono del mio avvocato…

Ed invece no. La sorpresa più grande è che invece, a parte tutto, oggi non puoi farne a meno. Di sposarti. Ovvio. C’è una sana dose di fatalismo in tutto questo, ma in fondo sposarsi è questo, è ammettere che la vita deve necessariamente cambiare.

Ma a parte tutte le sciocchezze, in queste mesetto abbondante di convivenza (con alti e bassi di una certa qualità) son proprio qui a dire che “Non cambierei una virgola della mia vita con lei!”. Questo è quanto. E perciò me la sposo. Me la sposo perchè la amo di un amore complesso, pieno di punti esclamativi e pochi interrogativi, ed è già molto. Provate a chiedermi se la conosco, forza…avanti…“La conosci?“…Che domanda a tracobetto. E come potrei conoscere una donna come lei? Posso, al massimo, interpretarla, avvicinarla, e a volte assediarla. Ma questo non è forse l’amore, o meglio una sua forma? Ehi, cosa ridete?

Vabbè. Continuiamo a raccontare fesserie, che riescono meglio e sembrate apprezzarle di più…

…del tipo…cosa ci fai con 18 giorni? Fai conto che li hai tutti a disposizione…cosa faresti? il giro del mondo? Oggi puoi, stai in aereo e nei vari non luoghi e hai il tempo anche di prenderti un caffè a Seul, se ti gira. Io lo farei. Puoi andare in Giappone a spendere tutti i tuoi soldi (pochi) in uno di quei posti dove vendono camionate di modellini bandai…Oppure perderti per qualche viaggio avventura, tipo all inclusive a dare da mangiare ai facoceri in tanzania mentre un mucchio di gnu carica allegramente nella tua baldanzosa direzione, o finire di scrivere il tuo benedetto romanzo-che-non-la-smette-di-stare-lì-a-batterti-in-testa. (che è un bel romanzo, bello bello, ma nessuno se lo caga). Oppure…Oppure…Cosa ci farei con 18 giorni? La riposta è dolorosa: tutto e praticamente niente, anzi, soprattutto niente. Perchè non li hai, 18 giorni. Sei incastrato qui, a fare milioni di cose per il matrimonio, a chiamare questo e quello, a dire a tizio che caio ha fatto sapere a sempronio che col piffero che ci sta ad andare da cesare a fargli la festa che poi bruto con quel nome che vuoi che combini? Ci sono le piccolezze ora, che piccolezze non sono. I nastri per le colonne. Omiodiobenedetto i nastri di raso. Aaaaah! Vai a letto la sera che lo stress ti ha dilapidato la salute come un poveraccio lo stipendio nelle macchinette. Non dormi più, svieni, collassi, cessi di esistere improvvisamente. E svegliarsi diventa ogni giorno più difficile. C’è tanta robina ina ina da fare, che ti fa diventare grossi gli oni oni. Ma è da fare. E allora via, a darsi una mossa…forza, avanti, a lavorare…alla maniera del vecchio muratore…

Ecco, questo qui. C’è da andare quindi…perchè prima avevi tutto il tempo di questo mondo, ed ora invece sei agli sgoccioli. E le gocce scendono sulla testa come a torturarti.  Tra 18 giorni c’è il Diluvio, l’Armageddon, i Maya che ti prendono a calci nelle…, insomma, inizia l’età dell’Acquario. Ma che vuoi farci, questo è il modo in cui va il mondo…suppegiù…

Non c’è mica un piano b? Cazzo, ce l’avevano anche i 45 giri della Vanoni…

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