STRIP-O-MA CHE DIAVOLO E’ QUELLA COSA? #27

C’era una volta, popolino, la fantascienza anni cinquanta. Quella, per chiarirci, dove a farla da padrone era la paura della Bomba o meglio ancora delle radiazioni. Il risultato erano mostri, spesso volentieri animali, di enormi proporzioni, ingigantiti dalle radiazioni di qualche complesso industriale super segreto o meglio ancora effetto di test nucleari (del tipo “generale americano tipico con mille stellette puntate sul petto, stiamo per lanciare la mega bomba H sul deserto nel Nevada dove si sa che ci sono termitai alti come Michael Jordan, procediamo?” “Certo che sì, al diavolo quegli insetti comunisti!” risponde il generale con le mille stellette puntate sul petto. Lui sarà il primo morto ammazzato dalle Termiti Giganti. Gli indiani parlerebbero di karma, noi di Sfiga Americana. Comunque, dicevo, c’erano un tempo questi capolavori della fantascienza, questi colossali b-movie, dove l’aggettivo colossale si associa ad una parola indelicata che non posso qui utilizzare perchè sto vivendo in un regime di censura da parte della controparte del Dinamico Duo, ovvero la Ragazza Atomica Chiara. Film che nessuno probabilmente ricorda, ma che sono stati uno straordinario esempio di cinema spazzatura con effetti speciali che Lucas scansati un attimo…ancora un po’, guarda, chiudi gli occhi e cammina fino a quel dirupo là in fondo. Ecco, bravo George. Film che condensavano paure e orrori quotidiani, deliri atomici con una società gettata nel terrore rosso (c’era un certo senatore che i rossi proprio li odiava, e più di tutti odiava i suoi compatrioti). Erano tempi difficili ed i film rispecchiavano con innocenza un periodo davvero nero.

Ma ecco qui una carrellata di locandine mitiche ed irripetibili. Immaginatevi i drive in stipati, gonfi di pop corn e schettini. Ed improvvisamente compare la Tarantola gigante, e tutti urlano, e tu oggi guardi attonito e dici “fiiiischi che meeenchiata!

Ma perchè, chiedete voi, cosa c’entra tutto questo? cosa ce ne frega a noi che lavoriamo e ci facciamo in quattro e quattro otto tutto il giorno? Tutto ciò introduce come al solito la nuova fatica, la nuova Strip, tutta a colori caspiteronzoli (pregasi sguardo attonito e papilla commossa, grazie), che invero è una profonda scopiazzatura di un mitico fumettista amerigano, Eric Powell, un genio davvero geniale. Egli riporta in auge quella grafica anni cinquanta/sessanta con uno stile davvero insuperabile, ed io, da bravo nerd gli ho citato addosso, e lui pare essersela presa e m’ha tolto il saluto.

Eccola qua, tutta per voialtri in salsa piccante.

E qui, solo per questa volta e tanto per occupare spazio, la versione in bianco e nero, ovvero quella prima d’esser colorata dalle manine sante di Supervabbè!

Ecco quindi uno dei pericoli atomici che potremmo incontrare, e anche voi quindi, invitati all’Evento, il fatidico giorno. Non c’è mica da scherzare. Staccatelo voi un calamaro gigante dal cofano della macchina. No, dai, provateci.

E’ tutto per questa settimana, e attenti al generale con le stellette puntate sul petto, che magari gli viene in mente di schiacciare un bottone rosso. Alla prossima settimana atomica, ma niente saluto perchè Powell me l’ha preso, il &”%@!

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