William Wallace non l’ha mai fatto….e ci credo bene…

Allora, popolino amoroso, come proseguono i vostri giorni primaverili che di primavera hanno davvero davvero poco? No, potete anche non rispondere. No, davvero, a noi in verità non interessa. Era solo formalità, sapete, tipo “ehi ciao, tutto bene a casa? Mi spiace” o “Ho saputo che Asdrubale, il tuo gatto, è stato stirato lungo la via emilia, mi spiace tanto” oppure ancora “A quando le nozze? Ah, ti sei lasciato venticinque secoli fa con la tua ex cornutazza! Mi spiace” oppure “Mi spiace. Di cosa? Di averti incontrato”. Roba così. Formalità, cose che si è obbligati a dire. Perchè, caro popolino amoroso, a pensare intensamente al matrimonio e a tutto quel che ne concerne (ed un giorno vi faremo una luuunga lista completa) a volte mi sembra di dimenticare tutto il resto. Cosa? Bé, tipo il cane, che quando mi vede mi chiede la carta d’identità perchè non crede sia io. Oppure fortissimamente gli amici: Prendiamo loro, quest’oggi e per esempio. Sì, magari tu che leggi, no, non tu che non ti conosco e a dire il vero mi stai già un po’ su. Dico a te, sì, ecco, a te che ti stai chiedendo “Luca? Mi pare di aver conosciuto uno come lui, mi pare che adesso si sposi. Però non ne sono mica tanto sicuro…e poi, ehi, aspetta un attimo,  ma perchè cavolo sono qui? E poi com’è che mi chiamo? Oddio cos’è quella cosa che ho tra le gambe?!“.

Gli amici, diciamo ad esempio, quelli che stai trascurando e che ti dici “godranno un mucchio al matrimonio, si divertiranno e saranno felici per noi” ed invece loro stanno solo pensando a come evitare l’infausto giorno. Perchè gli amici, tu, caprone, te li sei anche un po’ scordati. Loro che, ammettiamolo, son stati personaggi di tutto rispetto nei tuoi gloriosi vent’anni (perchè tutti i vent’anni sono gloriosi, quando ne mucchi più di trenta). Ma te li ricordi i vecchi compagni di viaggio? Sì, ti rispondi, tutti, tutti quanti, nessun escluso (persino Rewik, va là…ehi amico, scherzo!) E ti tornano in testa sempre, con un effetto Carl Weathers a volte, ma non sempre. Ti piacerebbe descriverli al largo pubblico, ma popolino amoroso non sei pronto, te lo dico io…che è gente, quella, che la jakuza si caga nelle mutande firmate, si caga…

Che con gli amici, ad esempio, c’hai passato dei gran momenti, ammettilo…tranne forse quella collisione che ha trasformato il tuo volto in una maschera di sangue che loro, gli amici, non hanno mancato di schernire (e che a dire il vero ha reso Chiara una specie di Harley Quinn isterica tant’era affogata nelle risate)…loro che a vederti parlare con un dente  sventrato se la godevano come pazzi, gli stronzi. Ma eran tempi, quelli, in cui anche tu avresti fatto lo stesso, e hai meditato a lungo di sfondare le gengive a qualcuno di loro, così, solo per metterti poi a ridere del loro buffo modo di parlare e del loro straordinario modo di urlare al mondo il dolore che provavano…

Allora pensi, tu, al fatto che dopodomani ti sposi, cambi vita, ti assesti su orizzonti di senso diversi, tu che l’altro ieri di cazzate ne raccontavi, ma ne raccontavi…oh mio dio quante ne hai dette…e gli altri, i tuoi amici lì, ci credevano pure, sul serio, oppure eran falsi come giuda e annuivano. E’ possibile. E’ probabile, Però gli vuoi bene davvero. Ora invece devi iniziare a fare il serio, ma sul serio, e ti andrebbe tanto di passare una serata con gli amici, come ai vecchi tempi, ma non per andartene dal presente, per fuggire dalle responsabilità e quant’altro, ma solo per assaggiare quel mondo perduto…così, perché a volte fa bene. Anche se, diciamocelo, che stracciata di palle tutte quelle sante menate sulla poesia, e il poeta di qua, e lo scrittor di là, e l’artista di su, e quel pazzo ubriacone di giù…

Allora mi dico, quest’anno Dio Mio Buonissimo ci sono gli Europei, e allora qui lo dico, dobbiamo festeggiare. Birra, canottiera, unto di qua e unto di là. Perchè voglio essere un maschio tipo almeno una volta ogni due/quattro anni (europei e mondiali). Odio il calcio, ma non quando questo diventa un modo per godersela con i vecchi Compagni di Viaggio. E allora, dall’8 giugno al 1° luglio tutti insieme appassionatamente. Sì, anche tu che stenti a riconoscerti, e tu che non mi chiami mai, e anche tu che stai facendo di tutto per non venire al matrimonio, tu che quando mi chiami per sbaglio mi dici mi spiace, e riattacchi subito incrociando fortissimamente le dita sperando che non ti abbia riconosciuto. Voi, amici debosciati, tutti insieme a guardare le partitozze…Sì, bravo, tutto molto bello, ma…ma…e Chiara? Chiedete voi, giustamente, con un filo di ansia motivatissimo per la non remota possibilità che una lama giunga dalle profondità dello spazio a segarmi le rotuline amorose…

Già…però non temete, amici, perchè questa è l’unica risposta, l’unica possibilità, l’unico destino…

Quindi, per arrivare al tirolo del post, che pensavate non c’entrasse niente, provate a dirmi: se William Wallace avesse vinto tutta quella sua guerra contro il Plantageneto e si fosse sposato Sophie Marceau, ed insieme avessero messo su casa da qualche parte nelle highands, sarebbe riuscito, il coso là, il cuore impavido, ad andare al pub con gli amici per vedere Scozia Inghilterra in prima serata su sky una bella sera di maggio? O la Sophie si sarebbe gettata con una daga contro le cucuzze degli amici di lui, spargendo sangue e interiora volgendosi infine al diletto sposo dicendo “Adesso vieni a casa, e pulisci la latrina, e senza neanche un fiato”. Indubbiamente…Wallace, testa china e attento alle palle.

Ah, prima che mi dimentichi…culo!

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