STRIP-O-MARRIAGE #20 – rutger hauer, caro, tu non hai visto proprio una ceppa.

Iniziamo così, vi piace, popolino amoroso? No, dico, questo è un passaggio obbligato della storia del cinema, vi pare? Eh, vi pare sì, vi pare. Ma vi dico qualcosa che voi, soli nella notte come l’uomo tigre che rutta contro il male, voi popolino che è sempre lieto di venire su queste pagine a carpire i misteri dell’universo, qualcosa che no, proprio non sapete, e nemmeno Rutger Hauer sapeva, dal canto suo…Questione di leggi eterne, questione di universi multipli, suppongo.

La questione è che caro mio, altro che bastioni in fiamme e raggi b balenare, tu cocco di mamma, non hai visto una ceppa e una fungia di niente. Facile dire “ho visto questo, ho visto quello“, come essere alti due metri e mangiarsi un cremino alla faccia del nano che ti fissa goloso. Facile dire “son stato qui, son stato là, ah in quel locale c’ho mangiato pretzel, là un burrito, là invece ho visto la lucha libra bla bla bla“. Son capaci tutti, Rutger! E vabbè che sei un sintetico che fa fuori la gente con la manona grossa come una cazzostosissima padella Mondial Casa, ma non ti crede nessuno! Davvero. Finiscila, và và. Vuoi che ti dica io qualcosa che ho visto, eh? Altro che l’orrore e compagnia bella! Altro che momenti che andranno persi nel tempo come lacrime nella pioggia. Te la meriti, la morte!

Il tema di oggi è quindi le cose che non sappiamo, ma che, per grazia ricevuta, possiamo immaginare. E la nostra capacità di immaginare ci porta a volte moooolto in là con il pensiero, a volte tanto in là che ci vien fame e ci mangiamo le bricioline che ci siamo lasciati indietro per ritrovar la strada, e sono cazzi. Delle favole abbiamo parlato. Bel modo di immaginare le oscenità del mondo in salsa “nani da giardino e principesse pruriginose”. Oltre le favole c’è la sempre in auge immaginazione. Non passa mai di moda, anche se a volte è un po’ vintage e va in giro con le zeppe. Però, cicci, su di lei puoi sempre contare. Puoi immaginare quel che ti pare, proprio come Rutger: vuoi esser milionario? vacca boia, immaginalo. Ti piacerebbe una cabrio? Immagina. A differenza delle favole, che innestano il reale, l’immaginazione dal reale ne viene letteralmente travolta: vuoi una cabrio? prova a scappottare la tua panda, caprone. Guarda, te lo passo io il flessibile, e mi metto pure comodo a guardare la scena. Vuoi essere milionario? Vai da Jerry e fatti sbattere fuori alla seconda domanda che recita supponente “famoso traumatologo del millesettecentoventidue che scrisse il trattato sulla maronite regia dei savoia“. Provaci. Dai. Su. No eh? Pazienza, vai a giocare al lotto, che tanto il sei lo fa il traumatologo, alla facciazza tua.

Bene, gente, il tema è questo. E visto che io mi immaginavo una cosa ma poi mi son reso conto che, ehi, non mi va proprio per niente di passare le mie giornate chiuso in casa a disegnare per un branco di simpatici aye aye. Quindi? Quindi niente, razza di Rutger Hauer, oggi vi beccate questa triste triste e mutoli…

A presto gente di un certo livello

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