APPUNTI SU UN PICCOLO SOGNO – del matrimonio e della creatività.

A me personalmente piace la creatività. Magari anche a voi, non so, ma a me piace. Ma tanto tanto. Mi piace tutta la creatività, a volte anche quella meno positiva. E’ che ci vedo davvero la bellezza, nella capacità dell’uomo di creare. La stupefacente capacità di fantasticare, generare meraviglia, impressionarsi con nuove trovate. Mi piace la creatività, perché supera chi la realizza ed esprime un senso di appartenenza generale, più ampio, che travalica le categorie. C’è il bello, quello estetico, quello pallosissimo delle accademie, quello dei filosofi che filosofeggiano. C’è il bello, quello vero, che sfiora impalpabile ognuno di noi, contemporaneamente e perennemente. Ricordate questa scena?

Parlo di questo tipo di bellezza. Di questo particolare momento della nostra esistenza in cui ci troviamo al cospetto con qualcosa di veramente enorme. No, non c’è alcun dio. Qui parla un buon ateo, convinto sostenitore che lo spirito sia ben altro da un afflato divino. C’è bellezza, e la bellezza non dev’essere per forza ragionevole, o emotiva, o persuaderci con presupposti umanizzanti. In questi giorni così accelerati, così dilatati, di impegno reale per mandare avanti questa piccola baracca digitale ho dovuto esercitare molto la mia creatività, soprattutto quella ironica, quella pronta a divertirsi, io che mi son sempre pensato uno di quelli “seri”. Devo dire che mi sto divertendo un sacco. Mi diverto soprattutto perché lo faccio per qualcosa che è Bello, che è Fantasticamente Bello, di quel tipo di bellezza che non è né ragionevole né emotiva, ma è tale perchè connette il mondo, unisce le cose divise, permette un transito, un passaggio. Una bellezza che ricongiunge. Una creatività votata ora ad una bellezza grande, una creatività che gioca con se stessa e con quello che la supera, coinvolgendola. Non ho mai avuto alcun dubbio su questo Evento, ma il fatto che quello a cui tengo di più al mondo, e cioè il perseverare nel sentirmi creativo e disciplinarmi nell’agire creativo, il fatto che questo sia così coinvolto in un tale Unico momento mi permette di elevarlo maggiormente, e di fissare una volta di più Chiara a mia stella fissa, a mio orizzonte, che posso toccare e tenere vicino e come un orizzonte tale da spingermi a continuare nel cammino.

E quindi si danza come quel sacchetto verso un giorno normale che assumerà i connotati del mito e dell’incredibile per noi due. Un giorno che sarà Bello, e tanto basta per essere felici.

A domani…con contenuti decisamente diversi…

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