STRIP-O-MARRIAGE #12 – che a risorgere non son mica capaci tutti, si sa…

Buongiorno popolo, vedo con enorme rammarico che la vostra presenza in questo fantastico spazio di riflessione universale si assottiglia di giorno in giorno. Cos’è, stanchi di divertirvi? Stanchi di vedere la Verità? Terrorizzati dalla possibilità concessavi di aprire finalmente gli occhi ad un nuovo splendido giorno luminoso? Fifa del satori? Zoticoni ignoranti! Dovreste gioirne, e invece fate i tiraculetti…

Perché è di questo che parla oggi la strip-o-marrige, una delle ultime, debosciati, perchè vedo che non vi importa un fico di tutto quel che viene fatto per voi e solo per voi. Qui c’è gente che lavora per voi, per rinfrancarvi lo spirito come la settimana enigmistica (però senza lo stress del cinque verticale che recita: disturbo intestinale provocato da gas di digestione, 10 lettere…la sapete?). Siate riconoscenti, per la fungia!

Dicevo, il tema di oggi è il risveglio, è il ricongiungimento del cervello con il resto del corpo, è l’uscita dalla fase astrale per ritornare a quella terrena (che detto tra di noi, spesso si associa alla fase an…ok ok, censura censura). Il risveglio è quel particolare momento della giornata in cui le maledizioni escono con maggiore vigore e colpiscono con precisione certosina, è l’istante che può durare eoni, è quel particolare stadio tra il crepuscolo e l’uscita dal bozzolo caldo che…ma perchè, perchè mi devo tirare su, caspiterina, perchè non posso morire qui, per sempre!!! Argh!!! Poi ti alzi, guardi fuori…ed è ancora notte! C’è una civetta sul davanzale che ruota la testa e ti guarda, stupita, poi vola lasciando come segno del suo passaggio una massiccia dose di guano. E tu ti senti così, guano mattutino ancora caldo di letto. Sospiri, tanto cosa puoi farci…

ma però ti dici: presto finirà, perché sarò sposato e lei la mattina sarà con me, mi coccolerà, mi dirà quanto mi ama, magari prepareremo insieme il caffè e faremo colazione con il canto del gallo, ed insieme lo prenderemo a scarpate, quel gallo del piffero che ogni mattina alle sette meno un quarto rompe che rompe. Ti dici che con lei il risveglio sarà…sarà…cioè, tu ti sveglierai, mentre lei rimarrà là, corpo inerme, bellissimo certo, ma completamente incapace di intendere e volere. E presto ti accorgerai che l’amore sarà scalzato dal profondissimamente profondo odio che provi per le decine di sveglie telefoniche che suonano con fatale precisione a distanza di 30 secondi le une dalle altre…tutte con l’unico insano intento di rovinarti la giornata. Spegnile, per Dio! tuoni mentre ti mastichi un calzino…e lei move la mano, le belle dita verso il cellulare che trilla con un sottotesto che fa “ti rompo le palle ti rompo le palle ti rompo le palle!“, fa quel gesto, quello di spegnerlo e…e niente, cosa ti aspetti, rimane immobile così, le dita tese in un gesto incompiuto, come un prigione di Michelangelo (e tu mica puoi dire “eppur si muove, non che non lo puoi dire!)…quindi, morale della favola, tu ti alzerai da solo, ti farai il caffè da solo e andrai a caccia di quel gallo maledetto da solo. Per il resto della tua inutile vita.

Buongiorno a tutti voi, debosciati innamorati!

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